C’era una volta Pizzateca…

Già, ma chi c’è dietro a Pizzateca? Che significa la frase “dal 1995 la pizza a casa vostra” che compare nei menu sotto il nome?

Beh, come ogni piccola attività, un logo nasconde persone, storie, vite che, in questo caso, ci ricordano chi siamo e da dove veniamo (ma anche dove andiamo e perché).

E ora ve le raccontiamo.

Nel 1993, in un minuscolo negozio a Conegliano, un pizzaiolo napoletano residente a Mestre aprì Pizzateca, una pizzeria per asporto.

Un paio d’anni dopo un suo dipendente rilevò l’azienda e, dopo aver raddoppiato le dimensioni dei locali, primo nel coneglianese, iniziò la consegna a domicilio attraverso i cosiddetti “Pony”, i ragazzi in motorino con il contenitore pizze sul retro.

Ma fu solo dal 1998, quando un dipendente allora ventenne di nome Enzo, un ragazzo alto e magro, appassionato di escursioni montane, dopo aver assolto gli obblighi militari, acquisì l’attività, che Pizzateca cambiò marcia.

Enzo arrivò ad avere 5 Pony più svariati altri dipendenti, lavorando dalla mattina alla sera con una tenacia tipica di chi ha il lavoro nel sangue. E i risultati arrivarono velocemente.

Ma Pizzateca non era solo la consegna a domicilio. Ancora oggi qualche vecchio cliente chiede info circa le “pizzette quadrate”: su una teglia rettangolare veniva preparato un impasto integrale farcito e diviso in 15 pizzette quadrate che andavano a ruba.

Dal giugno 2001 di queste pizzette e per accogliere i clienti al banco venne assunta Annamaria (detta Anna, che il nome composto non le piaceva!), una studentessa di architettura di San Vendemiano, ultima di sette fratelli, che aveva iniziato a lavorare a 13 anni per avere una propria indipendenza economica (testa dura e orgoglio!).

Tra Enzo e Anna, lentamente, si creó una complicità sempre più intensa che li portó a sposarsi qualche anno dopo.

Anna si divideva tra lavoro di architetto e pizzeria, Enzo raccoglieva successi. E nel 2006 la nascita di Valentino (nella foto con Anna un paio d’anni fa) sembrava porre la loro vita su un binario di assoluta felicità.

Poi arrivò il 2010, un devastante “anno horribilis”, con la scoperta dell’autismo del piccolo e la scomparsa impensabile di Enzo a 32 anni, dopo una brevissima malattia.

Anna scelse di lasciare l’architettura e, tre mesi dopo la scomparsa del marito, riaprì Pizzateca, com’era e dov’era, cercando di onorare la memoria di un uomo tanto amato.

Con la forza che è sempre stata una sua caratteristica, così come l’ottimismo, nonostante due colpi che avrebbero atterrato chiunque, Anna riprese a mietere quei successi che Enzo aveva cementato.

Gli anni passarono e, nella ricerca di aiuto per suo figlio, conobbe Oscar, papà di Matteo (un ragazzino autistico poco più grande di Valentino) anche lui con una vita piuttosto travagliata alle spalle.

Dopo un paio d’anni di amicizia, le loro vite si unirono, generando sia quella che oggi è la Pizzateca che conoscete a Bocca di Strada, sia una nuova famiglia a 5, con i loro figli diventati ragazzi più Giulia, la nuova arrivata, che da pochi giorni ha compiuto 1 anno.

Sappiamo chi eravamo, sappiamo cosa vorremmo ancora fare. Nulla si dimentica e l’entusiasmo è ancora vivo. Qui non si molla mai e chissà cosa ci riserverà il futuro…

Buone pizze (e avventure) a tutti!

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